Cammino di preparazione all’Avvento, a cura di Don Gianni Toni

Che l’Avvento abbia inizio!
(“Ma io lo aspetto per davvero?”)

Cara famiglia dell’unitalsi laziale,
grazie a chi ha seguito i miei poveri commenti dell’avvento.
Per il giorno di natale ho pensato di porre all’attenzione di tutti noi degli “AUGURI SCOMODI” del vescovo don Tonino Bello.
Prima di aprire l’allegato fate attenzione!!!
Vi sono delle immagini che non lasceranno dormire! Ma Cristo ieri, oggi e sempre è venuto, viene e verrà, perché il Suo messaggio non lo abbiamo assolutamente concretizzato e vissuto come Lui ci ha chiesto!
E allora:basta con i pacchetti e pacchettini avvolti con carta dorata…andiamo all’essenziale e….sia questa la volta buona per iniziare a vivere in pienezza il nostro essere donne,uomini di fraternità, figli di Dio e fratelli tra noli!
Buon natale agli ammalati,a tutti i  volontari!
Fraternamente,
Don Gianni

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Domenica 21 Dicembre

4° domenica di Avvento – Dio è pericoloso –  attenzione a dirgli  “SI”
 
Mancano pochi  giorni a natale e tutti abbiamo messo in casa un albero pieni di luci ed un presepe, più o meno grande, a secondo dello spazio delle stanze! 
Qualche regalino è già arrivato e qualcuno è pronto per dare agli amici la sera di Natale!
Cosa manca allora?
La cosa principale: Dio torna a farsi bambino, uno di noi, perchè noi ci facciamo come Lui!
E cosa abbiamo preparato per Lui? Un albero, un presepe…e poi?
Dio vuole di più!
Uno spiritualista francese, Lippert, diceva:
Dio è pericoloso…

se gli dai un dito, ti prende una mano,
se gli dai una mano ti prende il braccio,

se gli dai il braccio ti chiede tutto…
Dio è pericoloso…
Se hai il fuoco in casa bisogna circoscriverlo,
altrimenti è un incendio!
Tutto questo potremmo dire è condensato in quel  “si” che una ragazzina quattordicenne, di un villaggio non citato nel vecchio testamento dirà ad un messaggero di Dio e diventerà la Madre del Messia!
Da quel momento la sua vita cambia: parte e si mette al servizio di un’altra donna in stato interessante: Elisabetta e la sua vita di fidanzata subirà degli scossoni fortissimi d’incomprensione con il suo giovane fidanzato Giuseppe ma lei resta e resterà fedele al
Suo “si”.
Questa domenica, per favore, ognuno di noi dedichi cinque minuti  in silenzio del proprio tempo a riflettere quali “si” ha detto a Dio e a quale è venuto meno!
In questa domenica, facciamoci un regalo: facciamo silenzio, riflettiamo su questo Dio che vuole entrare nella nostra vita e quando ripeteremo il nostro “Si”…SUL SERIO, solo allora potremo ripetere:” Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente!
Come Maria che custodisce tutto nel silenzio del suo cuore…
Custodiamo quindi il silenzio e il silenzio, come diceva San Basilio, ci custodirà  e ci farà fare spazio a Dio e solo allora capiremo che Natale potrà esserlo ogni giorno!

Domenica 14 Dicembre
3° domenica di Avvento – San Giovanni Battista

“Lei non sa chi sono io”!
Questo primo capitolo del vangelo di S.Giovanni o chiamato anche “Prologo” cioè premessa, introduzione è di una bellezza e di una riflessione stupenda per tutti !Un capitolo che ci offre la possibilità di renderci piccoli!
Qualche volta, in un momento adirato c’è scappata anche quella frase che voleva sortire soltanto un effetto:far riconoscere il nostro “io”, dimostrare all’interlocutore che abbiamo davanti tutta la nostra “forza”?
Questa terza domenica di avvento, fratelli e sorelle gira tutta intorno alla figura di S.Giovanni battista e al suo voler far comprendere ai suoi interlocutori che lui non è colui  che loro credevano! Che lui è un nulla!
Uno che deve solo rendere diritta la via a colui che verrà dopo!
Ogni volta che penso a questo brano del vangelo e alla figura di S.Giovanni Battista io penso a tutti noi unitalsiani: si fratelli a tutti!
Nel nostro cammino di servizio e nella scelta ripetuta in queste settimane di adesione alla nostra realtà associativa dobbiamo sentirci interpellati in maniera inquietante!.
Il nostro scopo associativo dovrebbe tendere ad un solo fine: essere i “portatori” di Cristo nella realtà di oggi attraverso il servizio ai fratelli ammalati nello spirito e nel corpo!
L’essenza del nostro servizio dovrebbe essere solo questa: essere pieni di gioia perché aiutiamo il fratello malato…pieni di gioia perché il fratello ci fa vedere il volto di Cristo!
Ma allora se facciamo davvero questo noi ogni giorno attualiziamo una cosa importantissima!
Quale? La nascita di Cristo nel cuore degli altri!
Ogni giorno, in ogni pellegrinaggio, in ogni servizio durante i mesi che ci separano dalle attività “ufficiali” dovremmo risentire intorno a noi,da chi ci guarda, le stesse domande che i giudei o i sacerdoti facevano al battista:”Chi sei?”
E qual’è la “strada”che dobbiamo rendere “dritta”oggi?
Semplice.Quella che ci suggerisce la prima lettura con il parlare di Gesù, curare i malati, lavorare per togliere a tanti uomini e donne la libertà che li rende schiavi di tante difficoltà e vizi e per fare questo non occorre andare lontano:la sporcizia che sta uscendo in questi giorni a Roma e non solo, c’interpella a farci operatori di bontà, di giustizia, a seminare gratuità e disinteresse di fronte al guadagno più sporco e assurdo!
Allora troveremo la felicità…ecco perché questa domenica è chiamata anche quella della “gioia”…perchè la felicità dell’uomo non sta nel possedere qualcosa, ma nel cedere se stesso a chi è più grande di lui”!…come Giovanni battista per il quale Cristo dirà:”non c’è uomo più grande sulla terra di Giovanni il battista!
D.Gianni Toni

Domenica 7 Dicembre
2° Domenica di Avvento – Festa dell’Immacolata:

Questa seconda domenica dell’ATTESA è l’occasione, per tutti noi, di riflettere con “il personaggio” per eccellenza dell’avvento: S.Giovanni Battista.
La figura di S.Giovanni Battista è un qualcosa che esce fuori dagli schemi della nostra mentalità, dal nostro modo (per noi sacerdoti) di fare le omelie e dal modo comune di recepire il messaggio di questa seconda domenica. Occorre cioè un cambio di mentalità profonda e questo solo dopo una settimana di preparazione alla nascita di Gesù! Sinceramente diciamolo:prepararsi al Natale ha poco di “romantico”di fiocchi di neve, pacchetti dorati di regali e cene familiari! Occorre davvero fare attenzione concretamente alla Parola di Dio di questa domenica! E come diceva un sacerdote”…la parola di Dio non è ricca di miele da digerire!”
E la figura di Giovanni sconvolge i nostri buoni propositi di fare qualche piccolo fioretto (penso a quando rinunciamo ai dolci o cose simili) per prepararci al natale.
Qui Giovanni è esigente e non lascia spazi alla nostra creatività: “Preparare la via”, insomma un cantiere in pieno lavoro!
Non basta quindi fare un bel presepe, risparmiare qualcosa sul natale commerciale, una preghiera in più!
Occorre smetterla con i compromessi o mezze misure.
Occorre “spianare” le montagne dei nostri peccati e riempire i buroni delle nostre paure, fidandoci di quello che Dio ci chiede e non accontentandoci di quello che siamo disposti a fare! Non solo un ritocchino qua e là…
Quindi il cammino di preparazione è un qualcosa che richiede un lavoro duro e faticoso…
Come Maria che quando comprende di dover divenire la Madre del Messia “realizza” che deve donare subito se stessa e inizia il suo “servizio”, il suo “donarsi” a sua cugina Elisabetta…e con un cammino anche materiale abbastanza fuori dai suoi schemi per una ragazza del suo tempo!!! Ecco: uscire dai nostri schemi e guardare o meglio: lasciarsi guidare da Dio che significa, come diceva un mio professore di religione alle superiori “buttarsi” giù nel pozzo che è buio e non sapere se c’è l’acqua o meno! Fidarsi di Dio! Un lavoro duro e faticoso ma, come scrive uno degli autori più amato dai giovani Fabio Volo, il problema non è quanto attendi, ma CHI attendi. E noi sappiamo bene chi attendiamo! E, per meglio concretizzare il tutto, la festa dell’Immacolata è quest’anno vicinissima alla seconda domenica di avvento! Preghiamo Lei l’Immacolata (festa a noi unitalsiani cara anche perché ricorda il giorno della canonizzazione della piccola Bernadette Soubirous!) per essere aiutati nel cammino verso Gesù sorretti dallo stimolo di S.Bernardo di Chiaravalle:
“Tu che nel turbine di questo mare ti vedi sbattuto tra marosi e tempeste senza trovar terra…Se soffiano i venti della tentazione; se urti contro gli scogli delle tribolazioni…Se turbato dall’atrocità del male, confuso dall’incertezza della coscienza…ti sentirai sprofondare nel baratro della tristezza e della disperazione, alza il tuo pensiero a Maria. Il Suo nome non si allontani dal tuo cuore. Imitando Lei non devierai, pregando Lei non dispererai, pensando a Lei non sbaglierai…”

Domenica 30 Novembre
1° Domenica di Avvento

Carissime e carissimi unitalsiani,
fra i tantissimi commenti che si trovano sull’avvento…ci mancava pure il mio ora!!!
Ma queste sono solo poche righe per chi ha fretta e …senza pretese!
Ma lo faccio confidando che se non servirà a nessuno di voi (ma sarà certo una penitenza forse leggerlo e in avvento si fanno i cosiddetti “fioretti”) servirà però a me a prepararmi meglio a vivere questo avvento che comincia con la “A”!
Si perché Gesù è già venuto. Lui è già in mezzo a noi e questo tempo di avvento ci ricorda che Egli è sempre Colui che viene.
La domenica lo ripetiamo sempre nel credo “..verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.
Allora in queste settimane occorre domandarsi “Ma io lo aspetto per davvero?”
C’è un grande Padre della Chiesa(S.Basilio) che dice. “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene!”
Allora mi domando e vi domando:Ma questo  desiderio, questa attesa, brucia ancora nel nostro cuore?
Ecco ciò che dobbiamo chiederci in questa prima settimana che ci parla di “veglia”di attenzione.
Ma continuiamo insistendo su quella “A”: A come attenzione…non a questa o quell’altra tentazione ma…a voi stessi!
Eppoi “A” attenti per imparare a conoscersi, per ascoltare il Signore che interpella il cuore per unirci nella vita più vera, per avere un rapporto vero con la realtà e con lo scorrere del tempo…
A come attenzione per saper riconoscere i passaggi di Dio nella mia storia, per saper distinguere ciò che è occasione e ciò che è tentazione…per cercare spazi di silenzio che umanizzano la vita!
“A” per dedicare tempo adeguato alla preghiera, all’ascolto della Parola, al tempo per la Messa alla domenica con la comunità cristiana…magari condivisa con un fratello disabile che non partecipa mai alla Messa parrocchiale ma solo…grazie a me e a te!
“A” come “avanti” il Signore cammina con te!
Buon avvento, sorelle e fratelli e questa settimana…lasciamoci sorprendere dalla fantasia di Dio!
D.Gianni Toni

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